
Destinazioni · Campania
Furore il paese che non c’è
Un paese senza piazza, sparso su una montagna che cade a picco sul mare, e in fondo un fiordo stretto tra le rocce: Furore non assomiglia a nessun altro borgo della Costiera.

Il furore del mare
Il nome viene dal rumore delle onde che nelle giornate di burrasca si infrangono dentro il fiordo. Nel Medioevo, sul fondo della gola, sorsero mulini e cartiere che sfruttavano l’acqua del torrente: alcuni edifici sono ancora visibili.
Furore non ha un vero centro: le case sono sparse lungo il pendio, tra vigne e terrazzamenti. Per questo lo chiamano «il paese che non c’è».

Cinema, vino e tuffi
Nel dopoguerra Roberto Rossellini girò qui alcune scene con Anna Magnani, che soggiornò nel borgo del fiordo. Oggi i muri del paese sono decorati da opere di artisti contemporanei.
Sulle pendici si coltivano vigneti eroici che danno uno dei vini più apprezzati della Costa d’Amalfi.
Da non perdere a Furore
Il fiordo di Furore
La spiaggetta in fondo alla gola, sotto il ponte.
Il ponte sul fiordo
Il punto più fotografato, lungo la statale.
I muri dipinti
Opere d’arte all’aperto lungo le strade del paese.
Le vigne a picco
Terrazzamenti e cantine con vista sul mare.
Ecomuseo del fiordo
Le antiche cartiere e i mulini.
Sentiero della Volpe Pescatrice
Il percorso a gradini che scende al fiordo.
Prima di partire
Oltre Positano e Praiano, lungo la statale Amalfitana.
Ideale come sosta durante il tour.
In estate il fiordo ospita gare di tuffi.
Sono a pochi minuti.
Sul ponte del fiordo non ci si può fermare con l’auto: ti lascio nel punto più vicino consentito e ti riprendo dopo la discesa a piedi.
Tempi indicativi, senza traffico.
Furore e il fiordo, con chi conosce ogni curva.
Pedaggi e parcheggi sono sempre inclusi. Carlo verifica la disponibilità e ti risponde entro 24 ore.


